Una mattina d’estate in una spiaggia del litorale adriatico.
Leopoldo – Oh, non veggo qual sia luogo più adatto di codesta spiaggia a poter mirar lo tramonto del nostro caro astro. Come il sol cala al di là dell’orizzonte inciso romanticamente dall’azzurro mar, così cresce la brama mia a poter baciar il tuo labbro. Mio tenero stambecco del Cervino, puote il mio viso avvicinarsi al tuo per donarti un bacio appassionato?
Caterina – Sabbia!
Leopoldo – Oh, solo ora apprendo che della malvagia sabbia infilossi nello costume tuo. E dimmi, mio vaso di violette odorose, in dove, di preciso, la suddetta polvere ignobile osò penetrar nella tua intimità?
Caterina – Culo!
Leopoldo – Oh, sacrilegio! Rechiamoci tosto alle docce. Affinchè tu, mia aquila reale del Kansas, possa ripulir appieno le tue beltà con dell’acqua fresca.
Caterina – Calda!
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