giovedì 9 dicembre 2010

L'angolo della cultura

Oggi parliamo del poliedrico attore Gionatan De Fonseca. Artista puro; quando si parla di gente di un certo spessore come lui, non si hanno abbastanza aggettivi per definirne la grandezza: semplicemente sublime!
All'attivo ha qualcosa come 375 film. Ovviamente non possiamo annoverarli tutti, quindi elencheremo quelli che riteniamo essere i più importanti e significativi della sua immensa filmografia.

In "Un abruzzese a Monaco" (regia di Stefanino Malocore) con Palmo Veneziani, era il guidatore dell'alfa sud che alla frontiera tra Austria e Germania chiede al poliziotto "Scusi, per Taranto?": indimenticabile!
In "La polizia arranca" (regia di Martino Sporchia) con Mimmo Mimmartino e Rosa Muscatoni, era il quinto infermiere, quello che cade davanti all'ascensore del policlinico e grida "cazzo! il ginocchio!: poetico!
In "Il mare fuori" (regia di Paolo Contadini) con Beppe Denza, John Rupia e Attilia Spagnoli è il pescatore che dopo 27 secondi dall'inizio del film viene attaccato da un tonno e annega senza avere il tempo di gridare aiuto: intenso!
In "Dopodomani viene Zio Renzo" (regia di Maria Semenza) con Patrizia Ettolongo, è il cameriere che dice alla protagonista "il cappone alla brindisina è finito": commovente!
In "Giorni paurosi" (regia di Biagione Nanantonio) con Luigi Stornecchia è lo scippatore con la vespa (ha il casco ma le movenze sono inconfondibili) che viene ucciso per errore da un passante con una 47 magnum: stratosferico!

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