Iniziamo il nuovo anno con una nuova rubrica che parla di uomini che, con il loro grande coraggio e la loro determinazione, hanno fortemente contribuito a rendere l’Italia un paese migliore.
Oggi parliamo di Piero Delle Pastine, guardialinee di serie C2, meglio conosciuto come “zio coraggio”. Un uomo che in diversi episodi ha dimostrato come con la determinazione si possa risolvere qualsiasi situazione.
Igea Virtus – Juve Stabia (stagione 2002/03).
Quel giorno a Barcellona Pozzo di Gotto c’erano 40°C . I giocatori e l’arbitro erano sudati come dei lupi messicani già prima dell’inizio della partita. Nessuno riusciva a fare più di due passi ogni cinque minuti. Ma quel genio di Piero, che aveva visto il meteo il giorno prima, munito di coraggio e del suo califfone, con il quale era arrivato da Battipaglia, scorazzava pimpante con il suo due ruote lungo la linea di bordo campo sventolando la sua bandierina su falli inesistenti e fuorigioco molto generosi.
Fidelis Andria – Battipagliese (stagione 2003/04).
Gli ultrà andriseni erano molto incazzati e agguerriti (avevano molti più manganelli dei poliziotti) perché, nella partita di andata a Battipaglia, l’arbitro aveva annullato tre gol regolarissimi alla Fidelis e espulso tre suoi giocatori. Ma Piero, tifosissimo della Battipagliese, non ci ha pensato due volte e con tanto, tanto coraggio, ha svolto il suo lavoro di guardialinee con la sciarpa della sua squadra e con, al posto della bandierina, una bandiera due metri per tre con i colori bianconeri (colori della Battipagliese). Quel giorno ne prese tante, ma proprio tante.
Gulianova – Taranto (stagione 2005/06).
Al novantunesimo minuto la parita era ancora sullo 0 - 0. Al Giulianova serviva assolutamente una vittoria per evitare l’automatica retrocessione. L’arbitro concesse un rigore alla squadra abruzzese ma tra i giocatori c’era il panico: nessuno voleva tirare quel rigore. La paura di sbagliare era troppa. Piero Delle Pastine si avvicinò all’allenatore del Giulianova e gli disse – mister, lo tiro Io! -. Indossò la maglia numero 72, prese il pallone, lo posizionò sul dischetto, sguardo concentrato e calmo; il tiro: palla sette metri sopra la traversa e Giulianova in serie D. Quel giorno è uscito vivo dallo stadio solo per miracolo.
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