venerdì 25 febbraio 2011

L'angolo della cultura

“Se vuoi scrivere un romanzo, la cosa più importante è l’originalità. Tutto il resto sono chiacchiere. Per questo mi definisco un originalista”. (Santo Udemone).
Santo Udemone è uno scrittore che da ormai vent’anni porta avanti una sua personale battaglia: affermare l’importanza assoluta dell’originalità nei romanzi con un’aspra critica a tutto ciò che non è nuovo.
I suoi romanzi possono piacere o non piacere ma di sicuro un lettore non potrà mai dire di un suo libro “l’ho già letto!”.

Di seguito alcuni dei suoi romanzi più importanti:

Avvia col vento (1980)

Spanna bianca (1982)

I fratelli Chiaramano (1985)

Il cognome della Rosy (1988)

L’idioma (1990)

Due, qualcuno, settemila (1991)

Pietro Pane (1994)

Le mie carceri (1998)

Il vecchio e il male (2003)

Rape tempestose (2007)

mercoledì 23 febbraio 2011

Riviste

E’ finalmente arrivato, in edicola, il primo numero dell’attesissima rivista Nozioni Indispensabili; la rivista che vi insegnerà tutte le nozioni basilari e indispensabili per poter affrontare qualsiasi tipo di problema pratico.
In questo numero troverete i seguenti articoli:

Come allacciarsi le scarpe con i pinoli in bocca; pag. 3

Come pulirsi il naso con il copertone di una Lancia Fulvia; pag. 8

Come chiamare l’ascensore se hai il catarro; pag. 11

Come far addormentare una gallina padovana utilizzando una matita e un fermacarte; pag. 15

Come chiudere le tende di casa senza essersi lavati i piedi; pag. 23

Come riparare una pietra lavica; pag. 28

Come parare un rigore senza usare mani e piedi; pag. 33

Come far salire una nutria su una scala a pioli; pag. 39

Come ordinare una pizza in monopattino; pag. 42

Come marcare il territorio con la polenta; pag. 47

lunedì 21 febbraio 2011

Uomini coraggiosi

“Ho scelto di fare il giornalista perchè ci sono domande che nessuno ha il coraggio di fare, domande scomode, domande pericolose che però servono a scoprire la verità” (Fedele Parrucca).
Fedele Parrucca, soprannominato dai colleghi “Il domanda”, è un giornalista freelance che ha spesso suscitato molto scalpore perché è uno dei pochi, se non l’unico, che ha sempre trovato il coraggio di fare, ai protagonisti del mondo politico ed economico internazionale, quelle domande che tutti pensano ma che nessuno fa per timore di gravi ripercussioni personali, quelle domande che fanno paura.

A Luca Cordero di Montezemolo in una conferenza stampa del 2002: “Egregio ragionier Cordero di Montezemolo, non è che ha un euro da imprestarmi per il caffè che non ho spiccioli?”

Al Ministro della difesa Ignazio La Russa in una conferenza stampa del 2008: “Esimio commendator La Russa, mi hanno fatto qui fuori una multa perchè ho parcheggiato sugli handicappati; non è che me la può togliere?”

Al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa del 2009: “Magnifico dottor Berlusconi, da quando lei ha iniziato a parlare, sto notando tra i presenti molte facce attonite e il clima si è fatto pesante; non è che stamattina ha fatto colazione con le bruschette all’aglio?”

Al governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, in una conferenza stampa del 2009: “Carissimo cavalier Draghi, fino a pochi istanti fa avevo una convinzione ma lei mi ha fatto sorgere un dubbio: nel soffritto del risotto alla milanese, la carota, ci va o non ci va?”

Al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in una conferenza stampa del 2010: “Encomiabile capitan Obama, mi scusi se la interrompo. Le parlo in italiano così ci capiamo tutti. Poco fa lei ha pronunziato una parola che temo molti di noi non abbiano capito: che cosa intende precisamente con USA?”  

venerdì 18 febbraio 2011

Lapidi di gente comune

Riportiamo qui di seguito alcune delle frasi più toccanti e commoventi scritte sulle lapidi di gente comune.

Mario Sterucco, 01/03/1925 – 18/07/1998
“Oh, vedi quella qui affianco? Me la sono fatta!”

Gina Rogito, 05/08/1910 – 06/06/1984
“Ai vigili urbani di Avezzano: vi ho fregati. Mo’ col cazzo che ve la pago la multa!”

Saverio Lo Presto, 28/10/1923 – 08/05/2000
“Ai miei figli: portate la panda dal meccanico che mi sa che i freni non vanno.”

Giancarlo Messina Arese, 15/12/1940 – 11/09/2010
“Ok Ciccio, avevi ragione… non so volare!”

Azzurra Sbiadoni, 08/04/1933 – 01/01/2001
“Chiuso per ferie”

Roberto Renzutti, 29/11/1938 – 22/05/2008
“A mia cognata: te l’avevo detto che i peperoni non li posso mangiare!”

Anna Annaspini, 18/09/1903 – 03/04/1989
“Togliti da lì che mi fai ombra.”

Tonino La Massa, 20/10/1918 – 19/03/1994
“A mia moglie: era meglio la foto della gita a Frascati.”

Giuseppe Carmelone, 05/11/1960 – 09/09/2000
“Ragà, fortissimo lo scherzo che mi avete fatto del fantasma sotto il letto!”

Gedeone Corinto, 30/07/1953 – 07/11/2010
“Che ha fatto l’inter?”

giovedì 17 febbraio 2011

So' di fretta!

Oggi purtroppo non potrò scrivervi più di queste poche righe perchè so' di fretta!

Devo presenziare alla sfarzosa cerimonia della posa della prima pietra della cuccia in legno di Grumoappulo, il chiwawa dei nipoti del fidanzato del padre di mio procugino acquisito in seconde nozze.

Scusate ma mi hanno detto che non posso mancare perchè devo fare le veci del sindaco che, purtroppo, ha gli scarafaggi in casa e deve stare di guardia col fucile davanti alla porta per non farli uscire fino all'arrivo di   quelli della disinfestazione.

Inoltre mi ha detto mio zio Franco Oreste Primo Giappaloni Resetti (è nobile lo zio) che la nonna del fidanzato del padre di mio procugino acquisito di seconde nozze prepara una frittata di patate riso e cozze buonissima e quindi ne aprofitto.

Che poi se ci sono pure Lorenzo Scanolto, John Dellopede e Severino Poker, ci scappa pure la partita a briscola. E lì poi, tra birre e karaoke, si fanno addirittura le tre di notte.

Beh, ciao!

mercoledì 16 febbraio 2011

La storia di Leopoldo e Caterina

In un fresco pomeriggio settembrino.

Leopoldo – Oh, il passeggiar m’è dolce in questo viale. Assunsi tal licenza poetica giacchè lo sentimento mio non puote esser meglio descritto. Camminar teco lungo codesta via, oh mio pesco danese fiorito, mi dona tanto gaudio. Li tuoi capelli muovonsi al ritmo del vento leggiadro che, accarezzandoci, rende inebrianti i nostri passi.

Caterina – Merda!

Leopoldo – Oh, trasalisco! Qual fu’ la cagione, mia policromatica libellula di Pomezia, che portò lo tuo sinuoso labbro a pronunziar tal greve vocabolo?

Caterina – Pestata!

Leopoldo – Oh sacrilegio! Giungesti a pie’ pari su di un grosso escremento canino! Lo animale che regalò a codesto marciapiede quel copioso obbrobrio ha da esser soppresso tosto! Non temere, mio assolato atollo delle Fiji, adesso prendotti in braccio e portotti alla dimora nostra. Colà potrai render nuovamente candido lo tuo fresco piede.

Caterina – Caldo!

lunedì 14 febbraio 2011

Domande alle Sperto

Catalana e Nanda Sperto sono due sorelle che si occupano di "rapporti amorosi, cucina, puma ed eventuali". Le ho conosciute personalmente e mi hanno fatto un'ottima impressione. Ho fatto un po' di domande di varia natura, anche personali, e mi hanno sempre saputo dare una giusta risposta: hanno trovato la soluzione a qualsiasi problema.
Vi invito quindi a testare la saggezza delle sorelle sperto con domande di qualsiasi genere. Potete inviare domande in questo post e, vi garantisco, avrete la soluzione a qualsiasi vostro problema.

Esempio:

Uto Pio chiede: E' possibile conquistare una ragazza senza lavarsi le mani?
Catalana risponde: Si, basta avere il vento a favore.
Nanda risponde: A favore di pubblico.

giovedì 10 febbraio 2011

L'angolo della cultura

“La cosa più importante che caratterizza il mondo in cui viviamo è l’aggettivo. Se l’aggettivo è univoco, caparbio e descrittivo, noi possiamo conquistare tutte le menti.” Queste sono parole di Piero Ugonatti, il più grande esponente della corrente poetica degli aggettivatori. Dalla penna di Ugonatti sono nate delle poesie uniche; delle poesie che, come ha detto il grande critico Selenio Eugeri Palazzi, “toccano i nervi scoperti del neoromanticismo e ne traspongono, attraverso gli aggettivi, le significazioni a livelli letterari inarrivabili”.
Riportiamo qui di seguito una delle sue poesie più riuscite: Pensiero di una mattinata soffritta.

Pensiero di una mattinata soffritta

Me ne camminavo lungo un sentiero sfuso e impomatato
Mi sentivo molto bitonale
Un vento pachino mi attraversava le membra reiteranti
Ad un tratto mi fermo e mi sento munto
Un pensiero fashion mi aleggia in testa
Provo a raggiungerlo con casearia tenacità
Il pensiero sfugge pralinato dietro un cipresso doloso
Provo a scovarlo con occhi generali
Ma nulla
Provo ad annusarlo con naso mantecato
Ma nulla
Provo ad ascoltarlo con orecchi catastali
Ma nulla
Ed è un nulla foggiano

mercoledì 9 febbraio 2011

I 10 luoghi dove non vorresti mai trovarti

1 ) Nel bagno della trattoria “Fagioli a volontà” a Potenza.

2 ) Allo stadio San Paolo in curva con gli ultrà del Napoli con addosso la sciarpa dell’Hellas Verona.

3 ) In una tavolata di alpini in una giornata in cui la tua ragazza ti ha lasciato e quindi vuoi bere per dimenticare.

4 ) A Brindisi.

5 ) In coda al cinema il 25 dicembre per andare a vedere Natale in Sudafrica.

6 ) A Chi vuol essere milionario e, alla prima domanda, chiedere l’aiuto da casa.

7 ) Nella stazione di Balestrate (PA) ad aspettare la coincidenza per Alcamo Marina (TP).

8 ) In un bar di Ivrea a carnevale e chiedere una spremuta.

9 ) Ad una festa in maschera che ha per tema “Love Boat”.

10 ) A Varese.

lunedì 7 febbraio 2011

Uomini coraggiosi

Sfogliando qua e là tra i giornali locali, ci siamo imbattuti in questa notizia dell’“Ancona sud-est telegraph daily news” che riporta una commovente storia di un uomo che ha fatto del coraggio la sua ragione di vita.
Giammichele Porcazzi, sindaco di San Itario al Colle (AN), quattro anni fa ha istituito un torneo dal nome estremamente suggestivo: “Il sindaco contro tutti”. Praticamente, chiunque può sfidare il sindaco in un incontro di wrestling senza esclusione di colpi. Ad oggi il coraggioso sindaco Porcazzi è ancora imbattuto.

Vi raccontiamo brevemente gli incontri decisivi vinti da Porcazzi. Gli incontri che hanno trasformato il sindaco in una leggenda.

2007 -  Porcazzi vs Signora De Bernocchi. La De Bernocchi, nonostante i suoi novantatre anni, ha messo in seria difficoltà Porcazzi sin dall’inizio dell’incontro. Infatti, i suoi pugni scordinati erano imprevedibili. Il coraggioso Porcazzi ha incassato per oltre venti minuti, poi, all’improvviso, il vittorioso spunto: con un morso alla testa ha reso la ultra-novantenne inoffensiva e poi con un deciso pugno in faccia ha messo l’avversaria KO.

2008 -  Porcazzi vs I Gemelli Paternò. Gli attacchi simultanei dei due gemellini di otto anni hanno costretto Porcazzi ad una strenua difesa. Ad un certo punto, il coraggioso sindaco, ha capito che bastava colpirne uno; il secondo, da solo, non avrebbe potuto nuocere. Così, al dodicesimo attacco, Porcazzi si è concentrato su uno solo dei due gemelli, il piccolo Peppino Paternò: prima, con una ginocchiata sulla schiena ha steso il gemello, poi, con un calcio di collo pieno a girare, lo ha lanciato fuori dal ring. Pasqualino Paternò, l’altro gemello, si è sentito perso ed ha iniziato a piangere; così, l’eroe di San Itario in Colle, lo ha finito con due schiaffoni.

2009 - Porcazzi vs Il barboncino dell’assessore Rimelli. Questo incontro ha messo in luce l’astuzia del grande sindaco. Il barboncino ha iniziato subito ad abbaiare, puntando sull’infastidire l’avversario. Porcazzi non è caduto nella trappola e, con un balzo, si è lanciato sul collo del barboncino utilizzando la tecnica della dormiente. Senza troppa fatica ha addormentato l’avversario e ha vinto in trentadue secondi netti.

2010 - Porcazzi vs Martino Ollanda. Sebbene cieco e con una gamba sola, Ollanda è stato uno degli avversari più temibili per Porcazzi. I calci volanti di Ollanda erano potentissimi e rapidissimi, tanto che Porcazzi stava per gettare la spugna. Poi si è ricordato della tecnica dello sgambetto alla svedese insegnatagli anni prima da suo nonno ed è riuscito ad atterrare l’avversario vincendo anche questo difficilissimo incontro.

giovedì 3 febbraio 2011

L'angolo della cultura

Nel mondo della fotografia c’è un artista che sicuramente molti di voi già conoscono: Gessy Caravella, detto “Il Caravaggio delle foto”.
Caravella ha stupito tutto il mondo con i suoi scatti immortalando, come una faina, personaggi e situazioni molto suggestive. Più e più volte il suo talento è stato universalmente riconosciuto da tutti i critici.
Elenchiamo di seguito gli scatti che lo hanno portato al successo planetario.

“La prima comunione di mio cugino Lello” (1988). Uno spaccato di vita tempestivamente immortalato nel momento della benedizione del Vescovo.
“I 102 anni di nonna Graziella” (1991). Qui Caravella si è superato: è riuscito a dipingere, con la sua macchina fotografica, il momento in cui nonna Graziella si toglie la dentiera e spegne le candeline.
“Mia madre, Zia Nina, Zia Patrizia e Nonno Claudio che mangiano le melanzane ripiene in spiaggia” (1992). Da questa immagine, che non ha bisogno di ulteriori commenti, si evince tutta la genialità dell’artista.
“Autoscatto con Cristina D’Avena” (1994). Caravella è un suo grande fan; per questo nella sua gita a Segrate è andato apposta a cercarla e l’ha immortalata insieme a lui ad eterno ricordo.
“Mio padre Enzo fa la cacca nella pineta di Campomarino senza carta igienica” (1996). Inizialmente questa foto era nata come uno scherzone fatto al padre. Quando però Gessy Caravella ha sviluppato la pellicola, si è accorto dell’immensa poesia di questa immagine rubata.
“Mia sorella Tonietta balla il limbo al matrimonio di Zio Nicola” (1998). Non poteva mancare nel suo repertorio una dedica affettuosa a sua sorella.
Ed infine una quadrilogia dedicata ai suoi due amici Rocco e Vito: “Rocco si taglia le unghie con la pinza di Vito” (2001). “Rocco mi lancia la chiave da dodici” (2001). “Vito sputa in faccia a Rocco” (2001). “Vito, in primo piano, sputa sull’obiettivo della macchina fotografica” (2001).

mercoledì 2 febbraio 2011

Uomini Coraggiosi

Da sempre l’uomo ha questo sogno: poter volare. C’è riuscito utilizzando delle macchine. Osvaldo Policoro non ne ha bisogno.
Osvaldo Policoro detto “L’Angelo”, non ha strani poteri che gli permettono di sovvertire le leggi della fisica. Ha solo tanto, tanto coraggio.

Pescara, 1972. Osvaldo ha solo otto mesi. E’ nel suo passeggino e, con la mamma sta facendo una tranquilla passeggiata. Ad un certo punto il piccolo si fa la cacca addosso e dentro al passeggino l’aria si fa veramente irrespirabile. Osvaldo, con le sue manine, si libera della cintura e salta giù dal passeggino atterrando strepitosamente in piedi. In quel momento guarda sua madre, già visibilmente scossa per l’eroico salto, e pronuncia le sue prime parole: “Ma’, mi puzza il culo!”.

Parigi, 1990. Siamo sulla Tour Eiffel, secondo piano. Osvaldo ha da poco mangiato un panino con uovo e carne cruda preso da un chioschetto libanese e il suo stomaco ne chiede l’espulsione diretta e immediata. I bagni sono super affollati, le scale sono chiuse per lavori e agli ascensori c’è una coda spropositata. Non si può più aspettare; allora Osvaldo prende la rincorsa e salta giù. Tutti pensano ad un suicidio ma l’Angelo, saltando, grida “mo’ vengo!”. In volo riesce a rubare un pacchetto di fazzoletti da un operaio che sta lavorando sulle scale, atterra di ginocchia, si pulisce i pantaloni e corre in bagno.

San Francisco, 2002. Osvaldo sta facendo un giro panoramico della città in elicottero insieme ad altri tre turisti. Ad un certo punto il motore si spegne e l’elicottero inizia a perdere quota. C’è panico tra i passeggeri; l’unico a rimanere tranquillo è Osvaldo: prende in braccio tutti, pilota e co-pilota compresi, dà dodici pugni in faccia al turista portoghese perché si dimenava troppo e salta giù atterrando di testa senza neanche un graffio. Tutti salvi.

So' stato malato!

Chiedo scusa ai miei lettori ma purtroppo è da un po' di giorni che non ci sono nuovi post perchè... so' stato malato!
Voi non avete idea di quanto sia fastidioso il cimurro. Comunque vedrò di rimediare al più presto. Ve lo prometto.

Arrivederli!