“La cosa più importante che caratterizza il mondo in cui viviamo è l’aggettivo. Se l’aggettivo è univoco, caparbio e descrittivo, noi possiamo conquistare tutte le menti.” Queste sono parole di Piero Ugonatti, il più grande esponente della corrente poetica degli aggettivatori. Dalla penna di Ugonatti sono nate delle poesie uniche; delle poesie che, come ha detto il grande critico Selenio Eugeri Palazzi, “toccano i nervi scoperti del neoromanticismo e ne traspongono, attraverso gli aggettivi, le significazioni a livelli letterari inarrivabili”.
Riportiamo qui di seguito una delle sue poesie più riuscite: Pensiero di una mattinata soffritta.
Pensiero di una mattinata soffritta
Me ne camminavo lungo un sentiero sfuso e impomatato
Mi sentivo molto bitonale
Un vento pachino mi attraversava le membra reiteranti
Ad un tratto mi fermo e mi sento munto
Un pensiero fashion mi aleggia in testa
Provo a raggiungerlo con casearia tenacità
Il pensiero sfugge pralinato dietro un cipresso doloso
Provo a scovarlo con occhi generali
Ma nulla
Provo ad annusarlo con naso mantecato
Ma nulla
Provo ad ascoltarlo con orecchi catastali
Ma nulla
Ed è un nulla foggiano
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