Da sempre l’uomo ha questo sogno: poter volare. C’è riuscito utilizzando delle macchine. Osvaldo Policoro non ne ha bisogno.
Osvaldo Policoro detto “L’Angelo”, non ha strani poteri che gli permettono di sovvertire le leggi della fisica. Ha solo tanto, tanto coraggio.
Pescara, 1972. Osvaldo ha solo otto mesi. E’ nel suo passeggino e, con la mamma sta facendo una tranquilla passeggiata. Ad un certo punto il piccolo si fa la cacca addosso e dentro al passeggino l’aria si fa veramente irrespirabile. Osvaldo, con le sue manine, si libera della cintura e salta giù dal passeggino atterrando strepitosamente in piedi. In quel momento guarda sua madre, già visibilmente scossa per l’eroico salto, e pronuncia le sue prime parole: “Ma’, mi puzza il culo!”.
Parigi, 1990. Siamo sulla Tour Eiffel, secondo piano. Osvaldo ha da poco mangiato un panino con uovo e carne cruda preso da un chioschetto libanese e il suo stomaco ne chiede l’espulsione diretta e immediata. I bagni sono super affollati, le scale sono chiuse per lavori e agli ascensori c’è una coda spropositata. Non si può più aspettare; allora Osvaldo prende la rincorsa e salta giù. Tutti pensano ad un suicidio ma l’Angelo, saltando, grida “mo’ vengo!”. In volo riesce a rubare un pacchetto di fazzoletti da un operaio che sta lavorando sulle scale, atterra di ginocchia, si pulisce i pantaloni e corre in bagno.
San Francisco, 2002. Osvaldo sta facendo un giro panoramico della città in elicottero insieme ad altri tre turisti. Ad un certo punto il motore si spegne e l’elicottero inizia a perdere quota. C’è panico tra i passeggeri; l’unico a rimanere tranquillo è Osvaldo: prende in braccio tutti, pilota e co-pilota compresi, dà dodici pugni in faccia al turista portoghese perché si dimenava troppo e salta giù atterrando di testa senza neanche un graffio. Tutti salvi.
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