giovedì 21 aprile 2011

La storia di Leopoldo e Caterina

A pochi giorni dalla Pasqua:
 
Leopoldo – Oh, come serà dolce codesta Sanctissima Pasqua, giacchè porterotti meco, oh mia erbaluce di Spinone al Lago, a festeggiar lo Sancto giorno collo mio amato padre et colla mia amatissima madre. Orsù, mio lino del Libano sud-occidentale, convien tosto sentenziar la ora della partenza affinchè il viaggiar non sia meschino. Lo suggerimento mio è di partire alla una dell’imbrunir. Convieni meco sullo proponimento testè fatto, o preferisci una altra ora che a te meglio si conface?

Caterina – Giugno.

Leopoldo – Oh, mia saponetta al sandalo nipponico, forse fu mio il dolo a non averti rimembrato che la Sanctissima Pasqua, codesto anno, cade sul finir di aprile e non sul tuo adorato giugno. Indi, mio rigoglioso fiumiciattolo di Babilonia, quale è la ora da te decretata per la partenza?

Caterina – Luglio.

Leopoldo – Che la mia ira ti travolga, oh infido et marrano aprile! Come osasti appropriarti della Sanctissima Pasqua, privando, con oltraggiosa cattiveria, di codesta fortuna lo mese di giugno et lo mese di luglio?! Con tale misfatto mi costringi ad adoprar lo ferro per pugnarti al fine di accopparti! Ma tu, mia goccia di ambra della foresta amazzonica, nulla hai da temere. Giacchè potremo passar, in compagnia l’uno dell’altro, la Sanctissima Pasqua.

Caterina – Tu parti.

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